Girolamo Savonarola è nato a Ferrara il 19 settembre 2011. 21, 1452. Era il terzo dei sette figli di Niccolò Savonarola, un medico, e Elena Bonacossi. Suo padre istruì Girolamo per la professione medica, ma già da giovane si interessò maggiormente agli scritti degli Scolari, in particolare di Tommaso d’Aquino. Savonarola non ebbe tempo né per la vita comoda e cortese della casa di suo padre né per gli sport e gli esercizi giovanili, così assorbito dalle sottigliezze degli scolastici e del loro padre spirituale, Aristotele.

Respinto dalla corruzione del mondo intorno a lui, Savonarola si ritirò sempre più in solitudine, meditazione e preghiera. Nel 1475 entrò in un monastero domenicano a Bologna. Dopo aver vissuto tranquillamente lì per 6 anni, Savonarola si trasferì nel convento di S. Marco a Firenze e iniziò a predicare nella chiesa di S. Lorenzo. Il suo stile, carico di didattica scolastica, non era attraente, e pochi sono venuti a sentirlo. Nel 1486, tuttavia, mentre predicava in Lombardia, ha versato tutti i sillogismi e circumlocuzioni e cominciò a parlare direttamente, semplicemente, e con passione della collera di Dio. La sua popolarità come predicatore crebbe immensamente.

La fama di Savonarola si diffuse a Firenze mentre profetizzava il destino di tutti i tiranni che allora prevalevano nel mondo. Nel 1490, per influenza di Pico della Mirandola, fu richiamato a Firenze e nel luglio 1491 divenne priore di S. Marco. Per tutto il tempo ha tuonato contro la vanità degli umanisti e la cattiveria del clero. Poiché non risparmiava nessuno, Lorenzo de ‘ Medici, il sovrano di Firenze, lo esortò a tenere a freno la lingua. Egli non cedette, e nell’aprile del 1492 Savonarola rifiutò di concedere a Lorenzo l’assoluzione perché il sovrano non avrebbe dato la libertà ai fiorentini.

Il figlio e successore di Lorenzo, Piero, era debole, e il periodo di 2 anni del suo governo vide l’ascesa di Savonarola alla più potente autorità della città. Ottenne con difficoltà il consenso del nuovo papa, Alessandro VI, di recidere il suo convento dalla Congregazione longobarda dell’ordine domenicano. Poi, come capo di una casa monastica indipendente, Savonarola istituì riforme che ispirarono il rispetto e ingrossarono le fila delle reclute. Ammirazione e meraviglia riempirono i cuori fiorentini quando le profezie che accompagnarono le sue infuocate denunce si rivelarono spaventosamente accurate. Aveva predetto la morte di Lorenzo e di Papa Innocenzo VIII nel 1492. Ora Savonarola predisse il terribile destino che stava per scendere sull’Italia come punizione per i peccati dei suoi tiranni e sacerdoti. All’inizio del 1494 disse alla sua congregazione che Carlo VIII, re di Francia, avrebbe invaso l’Italia e che questa sarebbe stata una punizione divina. A settembre la profezia si adempì.

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